SOSTENIBILITÀ ALIMENTARE: COME MISURARE E VALORIZZARE LE PERFORMANCE AMBIENTALI ATTRAVERSO UNO STUDIO LCA

SOSTENIBILITÀ ALIMENTARE: COME MISURARE E VALORIZZARE LE PERFORMANCE AMBIENTALI ATTRAVERSO UNO STUDIO LCA

La sostenibilità entra nelle strategie del settore agro-food

Già da alcuni anni la sostenibilità è diventata uno dei principali fattori competitivi per le aziende del settore agroalimentare. Infatti, consumatori, distributori, investitori e istituzioni richiedono informazioni ambientali sempre più affidabili, trasparenti e verificabili. Allo stesso tempo, le aziende hanno bisogno di strumenti concreti per capire dove intervenire e migliorare le prestazioni dei propri prodotti e processi.

Perché il settore alimentare ha bisogno di strumenti scientifici per la sostenibilità?

Il settore agroalimentare è particolarmente complesso dal punto di vista ambientale, dal momento che la produzione agricola dipende dalle condizioni climatiche, dall’utilizzo del suolo, dall’impiego di acqua, fertilizzanti ed energia, mentre trasformazione, confezionamento, trasporto e distribuzione contribuiscono ulteriormente agli impatti complessivi. La molteplicità dei fattori coinvolti rende quindi necessario considerare la filiera nel suo insieme, evitando di concentrarsi su un singolo aspetto.

Una scelta che migliora un determinato impatto ambientale potrebbe comportare effetti negativi su un altro: per questo sta diventando fondamentale adottare metodologie riconosciute a livello internazionale, capaci di fornire una valutazione oggettiva e articolata delle prestazioni ambientali.

LCA: la base scientifica della valutazione ambientale

La Life Cycle Assessment (LCA) è una metodologia standardizzata dalle norme ISO 14040 e ISO 14044, che consente di valutare gli impatti ambientali associati alle diverse fasi del ciclo di vita di un prodotto.

L’analisi può comprendere la produzione delle materie prime, le attività agricole e zootecniche, la trasformazione industriale, il confezionamento, il trasporto e la distribuzione, fino all’utilizzo e alla gestione del fine vita. In funzione degli obiettivi dello studio, si possono adottare approcci come “dalla culla alla tomba” (cradle to grave) o “dalla culla al cancello” (cradle to gate).

Il valore dell’LCA risiede nella sua capacità di offrire una lettura complessiva del profilo ambientale e di individuare i processi che contribuiscono maggiormente agli impatti, fornendo una base scientifica per definire strategie di miglioramento.

L’LCA rappresenta inoltre la base tecnica di strumenti di comunicazione ambientale come le Environmental Product Declaration (EPD) e lo schema Made Green in Italy.

Perché limitarsi alla Carbon Footprint non è sufficiente?

La Carbon Footprint è oggi uno degli indicatori ambientali più conosciuti e misura il contributo di un prodotto al cambiamento climatico attraverso il Global Warming Potential (GWP), generalmente espresso in chilogrammi di CO₂ equivalente.

È senza dubbio un’informazione importante e rimarrà probabilmente l’indicatore considerato fondamentale in questo tipo di analisi ma non bisogna dimenticare che rappresenta soltanto una parte dell’intero quadro ambientale; un’analisi LCA considera infatti diverse categorie di impatto, tra cui il consumo di risorse idriche e naturali, l’utilizzo del suolo, l’eutrofizzazione, l’acidificazione, la formazione di particolato e di ozono fotochimico e la tossicità per gli ecosistemi e la salute umana.

Lente d’ingrandimento verso destra Cos’è il rischio di burden shifting?

La valutazione LCA è multicriterio e permette di evitare il cosiddetto spostamento degli impatti (burden shifting): una soluzione può ridurre le emissioni climalteranti, ad esempio, ma determinare contemporaneamente un aumento di altri impatti considerati altrettanto importanti. Nel comparto agroalimentare, dove acqua, suolo e nutrienti rivestono un ruolo particolarmente rilevante, considerare più dimensioni ambientali consente quindi di prendere decisioni più complete e consapevoli.

Comunicare la sostenibilità attraverso l’EPD

La Environmental Product Declaration (EPD) è una dichiarazione ambientale di prodotto verificata da una parte terza indipendente e conforme alla norma ISO 14025. Non assegna un giudizio qualitativo al prodotto, ma comunica in modo trasparente i risultati di uno studio LCA secondo regole condivise e confrontabili.

Il percorso per sviluppare un’EPD comprende la raccolta dei dati, la realizzazione dello studio LCA, l’applicazione delle Product Category Rules (PCR), la redazione della dichiarazione, la verifica indipendente e la successiva pubblicazione attraverso un programme operator (il principale a livello internazionale è Environdec).

Per le aziende alimentari, l’EPD può rappresentare quindi uno strumento per comunicare in modo oggettivo e verificabile le prestazioni ambientali dei propri prodotti a clienti, distributori e mercati internazionali.

Made Green in Italy

Accanto alle EPD, il Ministero dell’Ambiente ha sviluppato lo schema Made Green in Italy, pensato per valorizzare l’eccellenza ambientale dei prodotti italiani.

Anche questo schema si basa sulla metodologia LCA, ma ha finalità differenti rispetto all’EPD. Mentre l’EPD è una dichiarazione ambientale neutrale e descrittiva, il Made Green in Italy è uno schema volontario che consente alle aziende di utilizzare un marchio ufficiale nazionale quando il prodotto soddisfa specifici requisiti ambientali definiti nelle Regole di Categoria di Prodotto (RCP).

Le RCP stabiliscono la metodologia di calcolo, i requisiti prestazionali, i criteri di confronto e le modalità di utilizzo del marchio. Le aziende che ottengono la licenza possono utilizzare il logo Made Green in Italy e risultare presenti nel database nazionale dedicato ai prodotti certificati.

Conclusioni

Per un’azienda agroalimentare, misurare in modo rigoroso le prestazioni ambientali significa disporre di informazioni utili non solo per comunicare la sostenibilità, ma anche per individuare opportunità di miglioramento, supportare attività di eco-design e rispondere alle richieste di clienti, GDO e mercati internazionali.

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