EPD: Dichiarazione Ambientale di Prodotto – Cos’è e come funziona

EPD: Dichiarazione Ambientale di Prodotto – Cos’è e come funziona

La Dichiarazione Ambientale di Prodotto (EPD) è una dichiarazione ambientale basata su dati quantificati derivanti da uno studio LCA. Si presenta come una carta d’identità ambientale verificata, utile per comunicare in modo chiaro e oggettivo gli impatti ambientali legati al ciclo di vita di un prodotto.

Requisiti e obiettivi dell’EPD

La norma di riferimento per le EPD è la ISO 14025:2010, che definisce criteri e linee guida per garantire una comunicazione basata su dati affidabili.

Vantaggi competitivi:

  • Comunicare in modo trasparente gli impatti ambientali del ciclo di vita di un prodotto;
  • Confrontare prodotti con funzioni equivalenti;
  • Rispondere alle richieste del mercato e ai requisiti degli appalti pubblici;
  • Contribuire a schemi di certificazione come LEED.

L’EPD è particolarmente richiesta nel settore dell’edilizia e delle costruzioni — in particolare per materiali da costruzione, componenti, prodotti prefabbricati, pavimentazioni e isolanti — oltre che nel settore manifatturiero e metalmeccanico, soprattutto per macchinari industriali, componentistica e semilavorati in metalli o plastiche.

Principi chiave dell’EPD

La validità e l’affidabilità di una Dichiarazione Ambientale di Prodotto si fondano su una serie di principi fondamentali, tra cui:

  1. Valutazione del Ciclo di Vita

Tutti gli aspetti ambientali devono essere considerati lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, salvo eventuali esclusioni previste dalle PCR (Product Category Rules).

  1. Trasparenza

Il Programme Operator deve assicurare la disponibilità pubblica delle istruzioni generali, delle PCR e di tutta la documentazione tecnica necessaria.

  1. Confrontabilità

Prodotti confrontati devono avere unità funzionale, limiti di sistema e caratteristiche dello studio LCA perfettamente allineati, così da garantire confronti corretti e attendibili.

Programme Operator e verificatore: garanzia di rigore e credibilità

Ogni EPD deve essere verificata da un ente terzo indipendente, che ne garantisce l’affidabilità e la conformità alle norme.
Il verificatore di terza parte:

  • controlla la coerenza tra PCR e prodotto,
  • verifica i dati, lo studio LCA e la documentazione tecnica,
  • valuta la correttezza della comunicazione esterna.

Una volta verificata, l’EPD viene pubblicata su una piattaforma online gestita da un Programme Operator (PO). Ne esistono diversi a livello internazionale; attualmente, il più riconosciuto è l’International EPD System.

Ogni Programme Operator definisce un proprio regolamento interno. Nel caso dell’International EPD System, questo è rappresentato dalle General Programme Instructions (GPI), che stabiliscono le procedure, i requisiti e le linee guida per i quattro processi fondamentali del programma: amministrazione del programma, sviluppo e verifica delle EPD e sviluppo delle Regole di Categoria di Prodotto (PCR).

Prima della pubblicazione definitiva, il Programme Operator esegue una seconda verifica per certificare la qualità complessiva del processo.

Un’EPD ha una validità di 5 anni e prevede un monitoraggio annuale tramite verifica di sorveglianza. Se intervenissero cambiamenti significativi tali da modificare i risultati oltre soglie predefinite, l’EPD deve essere aggiornata e ripubblicata.

Conclusione

La Dichiarazione Ambientale di Prodotto è uno strumento strategico per le aziende che vogliono comunicare in modo trasparente e verificato le prestazioni ambientali dei propri prodotti. Basandosi su un’analisi LCA rigorosa e su un processo di verifica indipendente, l’EPD rafforza la credibilità aziendale, facilita il confronto tra prodotti e risponde alle richieste di mercato sempre più orientate alla sostenibilità. Integrare un’EPD nella propria offerta significa quindi adottare un approccio concreto, verificabile e competitivo verso la transizione ecologica.

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