23 Ottobre, 2026 STRUMENTI “MARKET-BASED” PER L’ENERGIA ELETTRICA: FATTORI DI EMISSIONE GHG E GARANZIE DI ORIGINE
L’energia elettrica è un vettore energetico a cui è associato un rilevante impatto emissivo di gas a effetto serra (GHG). L’impatto è di tipo indiretto, in quanto non avviene alcuna emissione nel sito in cui l’elettricità viene consumata, ma le emissioni vengono generate a monte, principalmente dai combustibili fossili utilizzati nelle centrali termoelettriche. La rendicontazione di queste emissioni è quindi di fondamentale importanza per schemi quali:
- Carbon Footprint di Organizzazione (ISO 14064:1, GHG Protocol)
- Carbon Footprint di Prodotto (ISO 14067)
- Life Cycle Assessment (ISO 14040, 14044)
- Environmental Product Declaration – EPD (EN15804)
- Environmental Footprint (EF 3.1)
Mix elettrico italiano nel 2025
Nel 2025, il mix elettrico nazionale italiano è stato composto per il 49,38% da energia prodotta da fonti rinnovabili e per il restante 50,62% da fonti non rinnovabili, prevalentemente gas naturale (44,31%), con quote residuali di altre fonti (4,16%), carbone (1,23%) e prodotti petroliferi (0,92%).
Energia elettrica – le categorie emissive
Nell’ambito di una Carbon Footprint di Organizzazione, gli impatti emissivi dell’energia elettrica vengono ripartiti in due categorie distinte: una parte delle emissioni viene rendicontata nello Scope 2; la restante parte viene rendicontata nello Scope 3.
Fattori di emissione
Con “fattore di emissione” si intende un parametro di calcolo per convertire l’energia elettrica consumata (espressa, ad esempio, in kWh) in kilogrammi di CO2 equivalente. Tipicamente, dunque, il fattore di emissione dell’energia elettrica sarà espresso in kgCO2eq/kWh (tonnellate di CO2 equivalente per kWh).
I diversi database disponibili per la valutazione delle emissioni associate al consumo di energia elettrica possono fornire un livello di dettaglio differente dei fattori di emissione, in funzione della tipologia e delle caratteristiche del database.
In generale, è possibile distinguere tra database pubblici e database privati. Questi ultimi tendono a offrire un livello di dettaglio maggiore e consentono, in molti casi, di distinguere i fattori di emissione in funzione di specifiche caratteristiche del sistema elettrico considerato.
Tra i principali elementi di dettaglio possono rientrare:
- il livello di tensione della rete elettrica, distinguendo tra alta tensione (AT), media tensione (MT) e bassa tensione (BT);
- la Nazione / area geografica di riferimento.
I database possono inoltre fornire differenti livelli di dettaglio relativamente al perimetro delle emissioni considerate. In particolare, possono essere disponibili:
- un fattore di emissione complessivo, comprendente le componenti di Scope 2 + Scope 3;
- il solo contributo di Scope 2, relativo alle emissioni indirette associate alla generazione dell’energia elettrica;
- il contributo di Scope 3, con il dettaglio (distinto) delle emissioni associate alle perdite di trasmissione e distribuzione (Transmission & Distribution losses);
Un ulteriore dettaglio riguarda la modalità con cui viene rappresentato il mix elettrico e, di conseguenza, la tipologia di fattore di emissione utilizzata.
In linea generale, nei database è possibile individuare tre principali categorie:
1. Fattore di emissione del mix elettrico ("location-based"):
Rappresenta il fattore di emissione associato al mix di produzione dell’energia elettrica di un determinato Stato o di una specifica area geografica, considerando le caratteristiche del sistema elettrico di riferimento. Tale mix considera anche il bilancio import – export con Stati confinanti. Ad esempio, per l’AT (Alta Tensione) in Italia il fattore di emissione dell’energia elettrica considera anche il contributo dell’energia importata da Francia, Svizzera etc.
2. Fattore di emissione del "Residual Mix":
Rappresenta il mix elettrico residuo associato ai consumi per i quali l’origine dell’energia non è esplicitamente tracciata e allocata attraverso specifici strumenti, come le Garanzie di Origine (GO).
3. Fattori di emissione specifici per fonte o tecnologia di produzione:
Rappresentano le emissioni associate alla generazione di energia elettrica mediante una specifica fonte o tecnologia. Possono, ad esempio, essere disponibili fattori relativi alla produzione da eolico, idroelettrico, gas naturale o altre tecnologie di generazione.
Quale fattore di emissione scegliere? Una guida pratica
A seconda dello standard normativo cui si fa riferimento, e del tipo di progetto che si sta svolgendo, è necessario utilizzare diverse tipologie di fattori di emissione.
Caso 1: Carbon Footprint di Organizzazione secondo lo standard ISO 14064:1
Per questo standard è necessario procedere con il calcolo delle emissioni location-based. Per l’energia prelevata da rete si deve utilizzare il fattore di emissione corrispondente; per l’energia autoprodotta si deve invece utilizzare il fattore di emissione specifico della fonte di produzione. Tale approccio dovrà essere utilizzato sia per la categoria emissiva Scope 2 che Scope 3.
È importante sottolineare che non è possibile beneficiare esplicitamente di eventuale energia elettrica acquistata con GO (Garanzie di Origine).
È tuttavia possibile svolgere il calcolo anche secondo l’approccio market-based, per motivi comparativi rispetto al location-based, ma ad oggi non è possibile ottenere la certificazione ISO 14064 usando solo questo approccio
Caso 2: Carbon Footprint di Prodotto; Carbon Footprint di Organizzazione secondo lo standard GHG Protocol; Life Cycle Assessment
Per questi standard è necessario procedere con il calcolo delle emissioni secondo l’approccio market-based:
- Per l’energia prelevata da rete con GO si deve utilizzare:
- Il fattore di emissione specifico per il contributo Scope 2 (quasi sempre è pari a 0 kgCO2eq/kWh);
- Per il contributo Scope 3 il fattore di emissione specifico per la fonte di energia rinnovabile (FER) utilizzata per la produzione di tale energia;
- per l’energia prelevata da rete senza GO si deve utilizzare il Residual Mix
- Per l’energia autoprodotta, si deve utilizzare il fattore di emissione specifico della fonte produzione.
Come ottenere le Garanzie di Origine?
Come anticipato nei paragrafi precedenti, esistono diversi standard che consentono di valorizzare le Garanzie di Origine all’interno di uno schema di rendicontazione di emissioni.
Per poter “annullare” le emissioni relative all’energia elettrica, esistono due alternative:
- L’azienda può acquistare Garanzie di Origine tramite gli operatori di mercato abilitati a certificarne anche il relativo annullamento sui consumi
- L’azienda può generare direttamente Garanzie di Origine da un proprio impianto a energia rinnovabile (FER), attraverso un’apposita procedura di qualifica “IGO”.
Come ottenere una qualifica IGO
L’impianto FER per poter essere qualificato IGO deve vendere l’energia elettrica al mercato libero (non al GSE). Con questa qualifica l’impianto ottiene delle GO (Garanzie d’origine) sull’energia elettrica prodotta ed immessa in rete; si ottiene (1 GO per 1 MWh). Successivamente all’ottenimento della qualifica, tali GO possono essere utilizzate sui propri consumi (valide per green conditionalities B in caso di soggetto elettrivoro) o possono essere vendute a un soggetto terzo.
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