NUCLEARE E ALTE TEMPERATURE

NUCLEARE E ALTE TEMPERATURE

Il caso francese.

Quest’estate l’impatto delle alte temperature e della siccità sulla produzione nucleare europea ha suscitato ampio dibattito nel settore, alimentando in alcuni casi l’idea di una particolare vulnerabilità di questa tecnologia rispetto al riscaldamento globale. Concentrando l’analisi sulla Francia, principale produttore ed esportatore nucleare d’Europa, emerge che le limitazioni sulle temperature di rilascio dell’acqua di raffreddamento negli impianti lungo fiumi come Rodano e Garonna hanno ridotto la capacità disponibile fino a oltre il 16% a metà agosto, facendo salire i prezzi in borsa fino a un picco di 177 €/MWh e azzerando quasi le esportazioni in quelle ore. Nel complesso del mese, secondo i dati Rte comunicati a Entso-E, la produzione nucleare francese è calata di quasi il 9% rispetto ad agosto 2025, a fronte di una domanda in crescita di circa il 4%, con un prezzo medio di borsa salito a quasi 123 €/MWh contro i 55 € dell’anno precedente. Anche le esportazioni nette si sono ridotte di quasi il 13% su base annua, ma il fenomeno ha riguardato solo il sottoinsieme di impianti raffreddati con acqua fluviale, senza stravolgere il quadro complessivo. Nel mese la Francia ha comunque prodotto oltre 26 TWh di energia nucleare, mantenendo un saldo netto in esportazione di 6,8 TWh e senza mai diventare importatrice netta, con un incremento dell’export verso Italia e Svizzera superiore al 20%. Nel complesso, i dati confermano il ruolo del nucleare francese come pilastro del sistema elettrico europeo, mostrando effetti visibili ma tutt’altro che drammatici legati al caldo e alla siccità.

 

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