21 Settembre, 2026 IL DISCORSO SULLO STATO DELL’UNIONE
Le parole di Ursula von der Leyen.
Nel discorso sullo stato dell’Unione, durato oltre un’ora davanti al Parlamento europeo, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha toccato numerosi temi, dall’economia al clima, dalle guerre in Ucraina, Gaza e Iran ai rapporti con Cina e Canada, dedicando però pochi annunci concreti all’energia nonostante i continui riferimenti al problema dei prezzi. Von der Leyen ha ricordato che l’Europa si sta liberando dalla dipendenza dagli idrocarburi russi, ma ha sottolineato come la chiusura dello Stretto di Hormuz abbia fatto emergere di nuovo la vulnerabilità legata all’importazione di combustibili fossili, costata all’UE 90 miliardi di euro in più dall’inizio del conflitto. Per garantire l’indipendenza energetica, la presidente ha ribadito la necessità di puntare su energie pulite prodotte in Europa – rinnovabili, nucleare e biometano – e ha fissato l’obiettivo di raddoppiare la quota di elettrificazione entro il 2040, un traguardo che potrebbe far risparmiare all’Europa 260 miliardi di euro l’anno in importazioni fossili. Ha evidenziato però che, a fronte di oltre 80 GW di rinnovabili installate lo scorso anno, una capacità sei volte superiore resta ancora in attesa di connessione alla rete, da cui l’urgenza del pacchetto sulle reti e di misure di semplificazione delle autorizzazioni. Per ridurre la dipendenza dalla Cina sulle materie prime critiche, von der Leyen ha annunciato la creazione di una “european corporation” dedicata ad auto elettriche, chip, batterie, tecnologie verdi e difesa. Ha infine dedicato ampio spazio alla crisi climatica, annunciando per ottobre un quadro per la resilienza climatica, un’alleanza assicurativa e un piano sulle ondate di calore, oltre a ribadire l’intenzione di sviluppare un’intelligenza artificiale più efficiente dal punto di vista energetico e di rafforzare la partnership con il Canada su clima, energia e materie critiche.
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