CRISI DEL GOLFO: LE PROSPETTIVE

CRISI DEL GOLFO: LE PROSPETTIVE

La posizione del Qatar.

L’escalation del conflitto in Medio Oriente potrebbe interrompere in poche settimane le esportazioni energetiche dei Paesi del Golfo, con gravi effetti sull’economia globale. Il ministro dell’Energia del Qatar, Saad al-Kaabi, ha avvertito che il protrarsi delle ostilità tra Stati Uniti, Israele e Iran potrebbe costringere i produttori della regione a dichiarare la forza maggiore e sospendere le forniture di petrolio e gas. In uno scenario di crisi, il prezzo del petrolio potrebbe salire fino a 150 dollari al barile e quello del gas quadruplicare rispetto ai livelli precedenti al conflitto. Il Qatar ha già dichiarato la forza maggiore dopo un attacco di droni iraniani all’impianto di Ras Laffan, sospendendo la produzione per motivi di sicurezza. La situazione rende inoltre molto rischioso il traffico nello Stretto di Hormuz, da cui passa circa un quinto del petrolio e del gas mondiale, con compagnie marittime che evitano la rotta e premi assicurativi in forte aumento. Un eventuale blocco dello stretto provocherebbe rincari energetici, carenze di materie prime e tensioni anche per l’Europa.

 

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