09 Febbraio, 2026 Conto Termico 3.0: come funziona, chi può accedere e perché conviene davvero
Il Conto Termico 3.0 rappresenta oggi uno degli strumenti più efficaci per finanziare interventi di efficienza energetica e di produzione di energia termica da fonti rinnovabili su edifici esistenti. Si tratta di un incentivo statale a fondo perduto, pensato per ridurre i consumi energetici, migliorare le prestazioni degli edifici e accelerare il ritorno economico degli investimenti sostenuti da enti pubblici, imprese e soggetti privati.
Rispetto alle versioni precedenti, il Conto Termico 3.0 introduce nuovi interventi incentivabili, aggiornando regole, massimali di spesa e soggetti ammessi. Questo rende la misura particolarmente interessante nel contesto attuale, caratterizzato da costi energetici elevati e da una crescente attenzione alla transizione energetica e alla sostenibilità.
Il decreto che disciplina il Conto Termico 3.0 è entrato ufficialmente in vigore il 25 dicembre 2025, mentre le Regole Applicative del GSE sono state pubblicate pochi giorni prima, il 19 dicembre 2025. Un anticipo che ha permesso a professionisti, enti e imprese di orientarsi rapidamente all’interno del nuovo meccanismo incentivante.
Cos’è il Conto Termico 3.0 e quali interventi finanzia
Il Conto Termico 3.0 è un incentivo “edificio-centrico”, cioè legato a interventi realizzati su edifici esistenti e accatastati, dotati di impianto di climatizzazione invernale funzionante. Questo requisito è fondamentale e vale per tutte le tipologie di intervento ammesse. L’obiettivo del meccanismo è favorire la riqualificazione energetica degli edifici, riducendo i consumi e le emissioni, e promuovere l’utilizzo di tecnologie rinnovabili per la produzione di energia termica.
Gli interventi incentivabili si muovono su due grandi direttrici. Da un lato ci sono gli interventi di efficientamento energetico, come isolamento termico, sostituzione dei serramenti, schermature solari, illuminazione efficiente, building automation e trasformazione degli edifici in nZEB, cioè edifici a energia quasi zero. Dall’altro lato rientrano gli interventi legati alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili, come la sostituzione di impianti di climatizzazione con pompe di calore, l’installazione di solare termico, la sostituzione di scaldacqua tradizionali con scaldacqua a pompa di calore e, tra le novità, l’allaccio a sistemi di teleriscaldamento efficienti e la microcogenerazione alimentata da fonti rinnovabili.
Una delle novità che ha attirato maggiore attenzione riguarda l’ingresso del fotovoltaico e delle infrastrutture di ricarica per veicoli elettrici. Nel Conto Termico 3.0 questi interventi sono ammessi, ma solo come interventi “trainati”. Ciò significa che non possono essere incentivati singolarmente, ma devono essere realizzati insieme alla sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale con pompe di calore esclusivamente elettriche.
Chi può accedere al Conto Termico 3.0
Uno degli elementi di maggiore interesse del Conto Termico 3.0 è l’ampliamento dei soggetti ammessi. Possono accedere all’incentivo le pubbliche amministrazioni, i soggetti a esse assimilati, i privati, le imprese di qualsiasi dimensione, gli enti del terzo settore iscritti al RUNTS e le Comunità Energetiche Rinnovabili.
Dal punto di vista delle risorse economiche, il Conto Termico 3.0 conferma una dotazione complessiva di 900 milioni di euro all’anno, suddivisi tra 400 milioni destinati alle pubbliche amministrazioni e 500 milioni riservati a privati e imprese. Un budget significativo, che rende la misura uno strumento strutturale per la promozione dell’efficienza energetica.
Incentivi, percentuali e casi di copertura fino al 100%
L’intensità dell’incentivo del Conto Termico 3.0 varia in funzione del soggetto beneficiario, della tipologia di intervento e delle caratteristiche dell’edificio. In generale, le pubbliche amministrazioni possono accedere a percentuali di contributo più elevate rispetto ai soggetti privati e alle imprese. In molti casi l’incentivo copre una quota rilevante delle spese ammissibili e, in situazioni specifiche, può arrivare fino al 100%.
Il decreto prevede infatti la possibilità di copertura totale delle spese ammissibili per scuole, ospedali e per gli edifici di proprietà della pubblica amministrazione situati in Comuni con meno di 15.000 abitanti. Si tratta di una delle novità più importanti del Conto Termico 3.0, che rende lo strumento estremamente interessante per la riqualificazione del patrimonio pubblico. Resta comunque valido il principio dei massimali di spesa, per cui anche in caso di incentivo al 100% il contributo è riconosciuto entro i limiti economici stabiliti dal decreto per ciascun intervento.
Per le imprese e gli enti del terzo settore di tipo economico, le percentuali di incentivo sono generalmente più contenute, ma possono comunque raggiungere valori molto interessanti.
Modalità di accesso e tempi di erogazione
La principale novità del Conto Termico 3.0 riguardo la modalità di accesso interessa le imprese che sono tenute ad effettuare una richiesta preliminare di accesso al GSE prima di avviare i lavori o, per meglio dire, prima della data del “primo fermo impianto” (o ordine). Questo costringe le imprese ad essere ben informate e tempestive nel comunicare la volontà di accesso al meccanismo, pena l’esclusione dall’incentivo.
Previa Richiesta Preliminare, ove necessario, il Conto Termico 3.0 prevede due modalità principali di accesso all’incentivo. La più diffusa è l’accesso diretto, che consente di presentare la domanda al GSE una volta conclusi i lavori, entro e non oltre i 90 giorni.
È prevista anche la prenotazione degli incentivi, riservata alle pubbliche amministrazioni e ai soggetti assimilati, che permette di erogare una quota del contributo prima dell’avvio dei lavori, una quota intermedia al raggiungimento di una determinata percentuale di avanzamento lavori e la rimanente quota a fine lavori.
I tempi di erogazione dell’incentivo sono uno dei punti di forza della misura. In generale, per le pubbliche amministrazioni l’incentivo viene erogato in un’unica soluzione, mentre per privati e imprese può essere corrisposto in un’unica rata o in rate annuali costanti, a seconda dell’importo riconosciuto. Indicativamente, la prima erogazione avviene pochi mesi dopo l’accettazione della domanda da parte del GSE.
Perché il Conto Termico 3.0 è una leva strategica per la riqualificazione energetica degli edifici
Il Conto Termico 3.0 si conferma come una misura centrale per chi intende riqualificare edifici esistenti investendo in efficienza energetica ed in impianti alimentati a fonti rinnovabili. È particolarmente vantaggioso quando l’intervento è progettato in modo integrato, rispettando la logica degli interventi trainanti e trainati, e quando la gestione amministrativa e documentale viene impostata correttamente fin dall’inizio.
In un contesto in cui la sostenibilità energetica è sempre più una necessità economica oltre che ambientale, il Conto Termico 3.0 rappresenta una delle opportunità più concrete per trasformare gli interventi di riqualificazione in investimenti realmente sostenibili e rapidamente recuperabili.
Fedabo supporta imprese e pubbliche amministrazioni nell’ottenimento degli incentivi previsti dal Conto Termico 3.0. Il servizio copre tutte le fasi, dalla verifica dei requisiti fino alla gestione completa della pratica sul portale GSE.
Contattaci



