01 Ottobre, 2025 CCI PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI
Il CCI spiegato semplice: obbligo, scadenze, vantaggi
Negli ultimi anni il fotovoltaico e l’eolico sono diventati protagonisti della transizione energetica in Italia e in Europa. Con la crescita delle rinnovabili, però, la rete elettrica deve affrontare una sfida: come gestire in modo sicuro e stabile una produzione che dipende sempre più dell’energia solare ed eolica, quindi naturalmente variabile e non programmabile. È qui che entra in gioco il CCI – Controllore Centrale d’Impianto.
Perché ora se ne parla tanto?
La recente Delibera 385/2025/R/Eel dell’ARERA impone a tutti gli impianti fotovoltaici ed eolici ≥ 100 kW connessi in media tensione l’installazione del Controllore Centrale di Impianto (“CCI”) e l’attivazione della funzione PF2, ovvero la Prescrizione Funzionale di limitazione della potenza attiva su comando esterno del Gestore della Rete.
Che cosa sono il CCI e la PF2?
Il CCI è un dispositivo che svolge il ruolo di interfaccia tra l’impianto di produzione e il gestore di rete. È una sorta di “cervello centrale” che installato al punto di consegna coordina i generatori, in particolare gli inverter, consentendo di acquisire in tempo reale le principali misure elettriche di un impianto di produzione e di trasmetterle al distributore locale o al gestore di rete. In questo modo permette il monitoraggio dell’impianto di produzione e la modulazione della potenza attiva immessa in rete in caso di necessità.
La PF2 è una delle funzioni del CCI che permette nello specifico la limitazione della potenza attiva prodotta dall’impianto andando a limitare la potenza degli inverter tramite un comando remoto da parte del gestore di rete. Questa funzione è la vera novità introdotta dalla Delibera 385/2025 ed è fondamentale per la sicurezza e la stabilità della rete.
Chi è interessato?
Devono installare il CCI (o aggiornare il CCI nel caso in cui l’impianto ne risulti già dotato) tutti gli impianti da 100 kW in su collegati in media tensione.
Ci sono delle scadenze?
Le date entro le quali adeguarsi variano a seconda della potenza dell’impianto e sono diverse rispetto alle finestre temporali entro le quali l’adeguamento consente di ottenere un contributo con un meccanismo a scalare.
Cosa succede se non lo installo?
Il rischio è alto: si può andare dalla sospensione degli incentivi fino alla disconnessione dalla rete.
Tradotto: l’impianto non produce e non viene remunerato. Meglio non rischiare.
Quanto costa e ci sono aiuti?
Il costo può variare molto. Nel caso di impianti già dotati di CCI potrebbe essere necessario solo un aggiornamento, mentre per gli impianti di potenza nominale inferiore ad 1 MW il costo può dipendere dal tipo di infrastruttura richiesta e dal collegamento con gli inverter.
La buona notizia è che sono previsti contributi a fondo perduto (forfettari) che coprono una parte delle spese di installazione e adeguamento. Più ci si muove in anticipo, maggiore è il contributo disponibile.
Cosa devo fare se ho un impianto sopra i 100 kW, quali le fasi?
- Installazione: adeguare l’impianto entro le scadenze. Se adeguo prima l’impianto, posso ottenere dei contribuiti economici.
- Comunicazione: inviare al distributore locale (DSO) tutta la documentazione richiesta che attesti che l’impianto sia conforme ai requisiti della norma CEI-016 entro le scadenze.
- Verifiche e contributo: entro due mesi dalla ricezione della comunicazione il DSO effettua verifiche da remoto e/o sopralluoghi sull’impianto. Se l’esito delle verifiche è positivo, il contributo viene corrisposto dal DSO entro un mese dall’esito della verifica. Se negative, il produttore ha tempo due mesi per adeguare l’impianto.
- Manutenzione: il gestore di rete effettuerà verifiche funzionali periodiche; quindi, è fondamentale che il CCI risulti sempre funzionante.
In conclusione: il CCI non è solo un nuovo obbligo normativo introdotto dall’Autorità, ma rappresenta un passo avanti verso una rete elettrica più intelligente, capace di dialogare con gli impianti e di bilanciare meglio i flussi di energia.
Per chi possiede un impianto sopra i 100 kW, conoscere il CCI significa non solo adeguarsi alle regole, ma anche cogliere l’occasione per rendere il proprio impianto più moderno, efficiente e pronto al futuro.



