CBAM 2026: OBBLIGHI, COSTI E IMPATTI PER LE IMPRESE DURANTE IL REGIME DEFINITIVO

CBAM 2026: OBBLIGHI, COSTI E IMPATTI PER LE IMPRESE DURANTE IL REGIME DEFINITIVO

Staffetta Quotidiana 13 Febbraio 2026 –  Stella Volpini, Area sostenibilità – Fedabo SPA SB

CBAM: cosa cambia dal 1° gennaio 2026

Il CBAM è ufficialmente entrato a regime dal 1° gennaio 2026, data che segna l’avvio della fase definitiva del meccanismo. A partire da questa data, le merci importate soggette a CBAM non devono più essere soltanto dichiarate, ma sono anche assoggettate al pagamento dei relativi certificati.

Il prezzo dei certificati, espresso in euro per tonnellata di CO₂, sarà allineato al valore dei permessi EUA del sistema ETS, che in queste prime settimane dell’anno si sono attestati attorno agli 85 €/tCO2.

È importante sottolineare che, nonostante l’inizio della fase definitiva nel 2026, la vendita dei certificati CBAM è stata posticipata a febbraio 2027 (Regolamento di semplificazione n.2083 del 2025), periodo in cui sarà possibile acquistare i certificati messi a disposizione dalla Commissione Europea. Questo slittamento non elimina però l’obbligo di prepararsi per tempo, né riduce l’impatto economico complessivo del meccanismo.

Contesto europeo sulle politiche ambientali

Negli ultimi mesi l’Europa sta mostrando segnali di alleggerimento delle politiche ambientali su diversi fronti (si veda il pacchetto Omnibus I presentato dalla Commissione UE il 26 febbraio 2025).

Alcuni obblighi legati alla rendicontazione di sostenibilità, ai piani di transizione e al calcolo dell’impronta carbonica sono stati semplificati o rinviati, con l’obiettivo (concreto) di ridurre il carico amministrativo per le imprese e (teorico) di rafforzare la competitività del sistema economico europeo.

Questa maggiore flessibilità, tuttavia, non riguarda tutti gli ambiti. Sul fronte della compliance, e in particolare per quanto concerne il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism), la direzione intrapresa dall’Unione Europea è opposta: il quadro regolatorio diventa più stringente, più strutturato e con impatti economici diretti sulle aziende coinvolte. Se, infatti, il regolamento di semplificazione (n.2083 del 2025) ha sollevato i piccoli importatori (sotto le 50 tonnellate l’anno, la cosiddetta soglia de minimis) dagli adempimenti CBAM, il pacchetto normativo pubblicato a dicembre 2025 ha decretato un aumento dei potenziali costi per le aziende importatrici tramite:

  • Riduzione delle quote gratuite
  • Aumento dei valori di default

Oltre a questo, è sempre di fine anno la proposta della Commissione EU di estendere il meccanismo a 180 nuovi codici TARIC a partire dal 2028, al fine di garantire una maggior protezione per i produttori europei da una competizione con i mercati meno regolamentati, vista come sleale. Se confermata, questa estensione del meccanismo potrebbe coinvolgere nuove aziende finora esenti o “risparmiate” dalla soglia de minimis.

Calcolatori CBAM: strumenti utili, ma da usare con cautela

L’incidenza significativa del costo del CBAM sui prodotti acquistati fuori Europa pone gli importatori di fronte a scelte strategiche, che devono partire da una stima degli impatti economici che questo meccanismo comporterà sui loro acquisti.

Calcolare i certificati CBAM da restituire significa:

  • Conoscere le emissioni soggette al pagamento (basate sui valori reali, calcolati secondo lo schema CBAM o sui valori di default);
  • Calcolare correttamente le allocazioni gratuite;
  • Associare un ragionevole costo delle quote EUA, in base alle previsioni di prezzo dei prossimi anni.

La dinamicità della normativa CBAM, la qualità e l’affidabilità dei dati di origine, la volatilità del prezzo dei certificati e, soprattutto, la complessità dell’algoritmo per il calcolo delle allocazioni gratuite – rendono questo calcolo non banale e sovente soggetto a interpretazioni errate (anche, ad esempio, da parte di alcuni calcolatori online).

Per queste ragioni, analisi specialistiche basate su una corretta interpretazione della normativa, rimangono un elemento chiave per affrontare il CBAM in modo consapevole, efficace e strategico, evitando sopra tutto la sottovalutazione del costo dei certificati.

Articolo Staffetta Quotidiana>


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