28 Maggio, 2026 CARBON FOOTPRINT DI PRODOTTO E SYSTEMATIC APPROACH: CALCOLARE L’IMPRONTA CARBONICA IN MODO REPLICABILE
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La crescente attenzione verso la sostenibilità sta spingendo sempre più aziende a monitorare e quantificare l’impatto climatico dei propri prodotti e servizi. In questo contesto, la Carbon Footprint di Prodotto rappresenta uno strumento fondamentale per misurare le emissioni di gas serra (GHG) generate lungo l’intero ciclo di vita di un bene o di un servizio.
Per misurare la carbon footprint di un prodotto, lo standard internazionale di riferimento è la ISO 14067, norma internazionale che definisce principi, requisiti e linee guida per la quantificazione dell’impronta carbonica di un prodotto o servizio attraverso l’analisi dell’intero ciclo di vita, secondo la metodologia LCA (Life Cycle Assessment).
La Carbon Footprint di Prodotto
La carbon footprint di prodotto consente di misurare le emissioni di gas serra (GHG) associate a un prodotto, servizio o evento, espresse in termini di kg di CO₂ equivalente (kgCO2e). Questo indicatore permette di valutare l’impronta carbonica generata nelle diverse fasi del ciclo di vita del prodotto.
Calcolare la carbon footprint dei propri prodotti consente alle aziende di comprendere meglio i propri impatti climatici e individuare gli hotspot emissivi, ovvero le fasi del ciclo di vita maggiormente impattanti.
L’analisi può considerare l’intero ciclo di vita, secondo un approccio “dalla culla alla tomba” (Cradle to Grave), oppure limitarsi a specifiche fasi del processo, ad esempio “dalla culla al cancello” (Cradle to Gate).
Questo dato è sempre più richiesto dal mercato, soprattutto nelle filiere in cui la sostenibilità sta diventando un fattore di selezione sempre più rilevante. Inoltre, una carbon footprint calcolata secondo standard riconosciuti consente di supportare una comunicazione più trasparente, riducendo il rischio di greenwashing e consolidando la credibilità dell’organizzazione.
Creare un modello di calcolo attraverso un Systematic Approach
In questo scenario, diventa sempre più importante per le organizzazioni poter misurare la carbon footprint dei propri prodotti in modo strutturato, semplificato e replicabile.
Per rispondere a questa esigenza, la ISO 14067 (Appendice C) introduce il concetto di Systematic Approach, un approccio che consente di costruire un modello di calcolo replicabile e aggiornabile nel tempo.
Grazie a questo strumento, l’azienda può costruire un sistema di gestione dato da un insieme di procedure, ruoli, responsabilità e strumenti di raccolta dati che consente di ripetere il calcolo su più prodotti, servizi o eventi appartenenti alla stessa famiglia del prodotto/servizio oggetto di analisi.
Questo approccio è possibile quando prodotti o servizi condividono gli stessi dataset, le stesse ipotesi metodologiche e le stesse regole di allocazione, eventualmente definite anche all’interno delle Product Category Rules (PCR)[1]. Per esempio, può essere applicato a una gamma di prodotti simili, con varianti dimensionali o caratteristiche comparabili.
I vantaggi del Systematic Approach
Il principale vantaggio del Systematic Approach è la possibilità di rendere più rapido, strutturato ed efficiente il calcolo delle carbon footprint dei prodotti di un’organizzazione: una volta definito il modello, infatti, l’azienda può aggiornare i dati di attività relativi ai propri prodotti ottenendo in modo standardizzato e replicabile i risultati associati alle analisi svolte.
Questo approccio permette di scalare il calcolo della carbon footprint su portafogli di prodotto anche molto ampi, riducendo tempi operativi, complessità metodologica e rischio di incoerenze tra analisi differenti, aumentando al contempo l’autonomia e il know-how dell’organizzazione nella gestione di queste tematiche, oltre a ridurre i costi di certificazione.
Un ulteriore vantaggio riguarda proprio il processo di verifica da parte dell’ente di certificazione. Una volta validato il modello di calcolo, la certificazione del Systematic Approach ha validità triennale, con una verifica iniziale nel primo anno e semplice attività di mantenimento nei due anni successivi.
Questo consente di ottimizzare il processo di aggiornamento delle carbon footprint di prodotto: durante i mantenimenti annuali, l’ente di verifica può infatti concentrarsi su controlli a campione relativi alle analisi sui prodotti implementati successivamente, limitandosi a verificarne la coerenza dei risultati e dei dati raccolti, senza dover ripetere l’intero processo di certificazione.
Infine, in organizzazioni già dotate di sistemi di gestione, il Systematic Approach può essere integrato più facilmente all’interno di procedure e processi esistenti, come quelli relativi alla qualità (ISO 9001), all’ambiente (ISO 14001) o alla salute e sicurezza sul lavoro (ISO 45001).
Conclusioni
La carbon footprint di prodotto rappresenta oggi uno strumento sempre più importante per le aziende che vogliono misurare, gestire e comunicare in modo credibile il proprio impatto climatico.
In questo contesto, il Systematic Approach previsto dall’Appendice C della ISO 14067 consente di trasformare il calcolo dell’impronta climatica da attività puntuale a processo strutturato, replicabile e aggiornabile nel tempo, favorendone l’integrazione all’interno dei processi aziendali.
Per le organizzazioni che gestiscono portafogli di prodotti o servizi caratterizzati da elementi metodologici comuni, adottare un approccio sistematico significa ridurre la complessità operativa, migliorare la qualità e la coerenza dei dati e rispondere in modo più efficace alle crescenti richieste del mercato in ambito sostenibilità.
[1] Le Product Category Rules (PCR) sono documenti tecnici che definiscono regole, requisiti e criteri metodologici specifici per una determinata categoria di prodotto, al fine di garantire coerenza, comparabilità e trasparenza nel calcolo della carbon footprint e/o nello sviluppo di dichiarazioni ambientali di prodotto (EPD).
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