26 Novembre, 2025 BIOMETANO IN EUROPA E IN ITALIA
Il biometano è oggi considerato una delle fonti energetiche rinnovabili più strategiche per l’Italia e per l’Europa, grazie al suo contributo alla decarbonizzazione dei consumi termici e alla riduzione della dipendenza dalle importazioni di gas fossile. La crisi energetica del 2022, generata dalla guerra in Ucraina, ha evidenziato con forza la necessità di accelerare su vettori energetici prodotti localmente, come appunto il biometano.
Obiettivi europei e potenziale di sviluppo del biometano
L’Unione Europea ha fissato un obiettivo particolarmente ambizioso: entro il 2030 si punta a raggiungere una produzione complessiva di 35 miliardi di metri cubi di biometano, distribuiti tra gli Stati membri.
Questo traguardo si inserisce nel percorso europeo verso la neutralità climatica e nella strategia per rafforzare l’indipendenza energetica dalle importazioni extra-UE.
In questo scenario, l’Italia occupa una posizione di primo piano: grazie alla solidità e alla diffusione della sua filiera agroalimentare, il Paese è tra quelli con il maggior potenziale di sviluppo del biometano in Europa.
Il piano italiano per il 2030
Secondo il Piano Nazionale di Sviluppo, l’Italia prevede di raggiungere entro il 2030 una produzione di circa 5 miliardi di metri cubi di biometano.
Questo volume sarà destinato a diversi comparti:
- trasporti, in particolare nella logistica pesante e nel trasporto pubblico;
- usi industriali, soprattutto nei settori difficili da elettrificare.
A livello energetico, tale produzione consentirebbe di coprire circa l’8% del fabbisogno nazionale di gas, contribuendo in modo significativo alla diversificazione delle fonti.
Biometano, transizione ecologica e competitività industriale
Il biometano svolge un ruolo chiave nella transizione ecologica, perché permette di decarbonizzare i processi industriali Hard-to-abate, cioè quelli in cui la sostituzione dei combustibili fossili con l’elettrificazione non è tecnicamente o economicamente praticabile.
Il suo impiego è quindi fondamentale non solo per il raggiungimento degli obiettivi climatici, ma anche per garantire la competitività delle filiere industriali italiane, offrendo un’alternativa sostenibile, programmabile e prodotta sul territorio.



